4 Museo della Cattedrale

Il Museo della Cattedrale è stato creato nel 1992 per custodire sia gli arredi realizzati fin dall'alto medioevo per lo svolgimento delle solenni funzioni liturgiche della Cattedrale sia le opere scultoree e pittoriche che, rimosse dall'originaria ubicazione per motivi di conservazione o sostituite da autori più aggiornati, giacevano, poco accessibili alla vista, nei depositi o nella sacrestia.

Il Museo della Cattedrale, creato nel 1992, custodisce al suo interno sia gli arredi realizzati, fin dall'alto medioevo, per lo svolgimento delle solenni funzioni liturgiche della Cattedrale, sia le opere scultoree e pittoriche che, rimosse dai depositi e dalla sacrestia, dove poco accessibili alla vista dei visitatori, erano stati ubicati per motivi di conservazione o a seguito della loro sostituzione con autori più aggiornati.
All'interno del complesso architettonico, che ospita il museo, il visitatore può chiaramente percepire il gusto artistico delle epoche rappresentate grazie alla distribuzione delle opere attraverso il criterio squisitamente cronologico, esclusione fatta per la sala dedicata ai codici e corali miniati, raccolti in un unico ambiente per gestire idoneamente le fonti di illuminazione. Per pregio e rarità, si evidenzia la presenza tra le opere esposte del dittico in avorio di Areobindo, risalente alla prima metà del VI secolo, del cofanetto in rame e smalti eseguito a Limoges, raffigurante il martirio di San Tommaso Becket, della celebre Croce fiorita detta "dei Pisani", splendido pezzo di oreficeria di inizio Quattrocento, e del cofanetto in cuoio impresso e dipinto di fattura fiamminga. Alcuni plutei della recinzione presbiteriale, realizzata da Matteo Civitali, alcuni dipinti di Vincenzo Frediani, le raffinate argenterie di Francesco Marti, il pastorale con il gruppo equestre di San Martino mentre dona il mantello al povero ed il reliquiario di San Sebastiano in forma di tempietto circolare sono opere che documentano la cultura figurativa lucchese tra Quattro e Cinquecento. All'interno del Museo si conserva un'ampia campionatura di paramenti e pianete in seta, impreziosite da motivi decorativi floreali e geometrici a ricamo, a testimonianza dell'elevato tenore qualitativo mantenuto dalle manifatture tessili lucchesi fino al Settecento inoltrato. Il visitatore può apprezzare durante la visita al museo un cospicuo nucleo di argenterie realizzate nella città tra il XV e il XIX secolo, sculture provenienti dalla Cattedrale - tra le quali si segnalano la testa di vescovo dell'XI secolo, l'Apostolo di Jacopo della Quercia e la statua di Fra Fazio, allegoria del contribuente alle spese di costruzione della chiesa - oltre alle pitture ed un apparato ligneo intagliato e dorato, presenti nel cinquecentesco oratorio di San Giuseppe, con cui è stato arricchito nel corso del secolo successivo alla sua costruzione. In una sala apposita, infine, sono riuniti gli ornamenti del Volto Santo, usati ancora oggi il 3 di maggio e il 14 settembre per "vestire" il venerato simulacro di Cristo conservato in Cattedrale, tra cui meritano di essere citati il fregio trecentesco posto sopra la veste del Cristo, la sfarzosa corona in oro e pietre preziose, il collare ed il fantasioso gioiello impreziosito di diamanti e smalti, riferibile all'orafo francese Gilles Légaré, attivo alla corte del Re Sole.