11 Orto Botanico

L'orto botanico lucchese nasce in una nicchia storica molto particolare: tra il bastione di San Regolo, gli orti del convento di San Micheletto e i giardini dei palazzi costruiti per la corte di Elisa ai primi del XIX secolo.

Quando per volontà della Duchessa di Lucca, Maria Luisa di Borbone, fu ceduto al Real Liceo, Università di Lucca, un appezzamento di terreno, fu fondato l' Orto botanico di Lucca; era il 13 giugno del 1820. Nell'estate del 1822 fu costruita la recinzione dell'orto botanico ed iniziò l'insediamento di semi e piante. Nel 1823, con una canaletta alimentata da una ruota idraulica sul Condotto Pubblico, fu portata l'acqua corrente all'interno dell'orto. Dal 1825, una zona dell'orto botanico fu destinata a vivaio per la moltiplicazione delle specie, in modo da riuscire ad assecondare le richieste di piante esotiche da parte di cittadini lucchesi e stranieri, e poter così ottenere i fondi necessari all'autosostentamento dell'istituzione. La presenza della prima serra riscaldata nell'orto botanico risale al 1826. Nel 1843, dopo un decennio in cui la direzione dell'orto era affidata a Benedetto Puccinelli, studioso della flora e dei funghi del territorio, fu redatto, in occasione della Quinta Unione degli Scienziati Italiani, un catalogo con più di 2000 specie. Dopo l'Unità di Italia e la conseguente trasformazione dell'ex Università Lucchese in Liceo Classico, il mantenimento finanziario dell'orto fu assolto dal Comune di Lucca, che ne acquisì il definitivo possesso nel 1901. A seguito delle vicende legate alla Prima Guerra Mondiale, l'orto subì una progressiva decadenza e fu interrotta ogni attività scientifica ad esso collegata. A partire dagli anni '70 vi fu una ripresa dell'attività istituzionale a seguito dell'incarico, di revisione delle collezioni, affidato a Roma Melinossi.

L’Orto Botanico è il giardino più prezioso di Lucca, si estende per due ettari nell’angolo sud orientale del centro storico, e conserva collezioni viventi di piante, in un percorso di colori, suoni e odori, che ci conduce in giro per il mondo, illustrando le specie provenienti da paesi lontani, fino alla scoperta dei tesori della flora locale e della biodiversità. Attualmente l’Orto ospita una sezione della BancaRegionale del Germoplasma ed è gestito dall’Opera delle Mura di Lucca, che nel 2003 ha compiuto la ricostruzione delle serre moderne.

La porzione meridionale del Giardino ospita l’ampio Arboreto con alberi secolari dall’aspetto monumentale, la Montagnola destinata alla flora autoctona delle vicine montagne, il Laghetto e la collezione di camelie e rododendri. Nella parte settentrionale, è collocata la Scuola Botanica con una grande raccolta di piante medicinali. Su questa parte dell' orto botanico si affacciano le antiche serre e quelle di nuova realizzazione, la Biblioteca, il Museo «Cesari Bicchi» con i suoi preziosi erbari, una delle sedi della Banca Regionale del Germoplasma, dove si conservano i semi di varietà locali, d’interesse agrario, a rischio d’estinzione. Recentemente è stato realizzato un percorso sensoriale per non vedenti, visitabile in maniera autonoma con il supporto di una guida audio. Le principali attività, oltre alla custodia e all’incremento del patrimonio esistente, sono rivolte alla sensibilizzazione e alla didattica, alla conservazione ex-situ della flora igrofila della Toscana, allo studio della tradizione etnobotanica locale e della microflora lucchese. Ogni anno è redatto un Index Seminum, con il quale si mettono a disposizione degli altri orti botanici i semi raccolti nell’Orto e all’esterno.