30 Palazzo Bernardini

Palazzo Bernardini fu costruito tra il 1517 e il 1523. Questo palazzo conserva uno stranissimo particolare...

Palazzo Bernardini appartenente ad una ricca famiglia di mercanti lucchesi, fu costruito per volontà di Martino Bernardini, tra il 1517 e il 1523. Il cinquecento per Lucca fu un secolo di forti cambiamenti, tra questi anche la costruzione di nuovi bellissimi palazzi da parte delle famiglie dei mercanti che si erano arricchite con i commerci; molti di questi palazzi erano così come possono essere visti ancora oggi ed hanno conferito alla città il suo attuale aspetto. I sobri palazzi rinascimentali non solo servivano da dimora ma anche da luogo per la gestione degli affari, pertanto, dovevano rappresentare l'importanza della famiglia che li possedeva, pur mantenendo la sobrietà caratteristica della lucchesia. Il caratteristico bugnato, i semipilastri, molto spesso un cortile centrale interno aperto, il rispetto della simmetria sono tutte caratteristiche dei palazzi cinquecenteschi lucchesi, con un architettura influenzata in modo significativo dai canoni architettonici rinascimentali fiorentini. Nella città i maggiori realizzatori di questi palazzi furono i Civitali, in particola modo Nicolao, ed proprio quest'ultimo che progetto palazzo Bernardini, ispirandosi al famoso Palazzo Ruccelai di Firenze.

La facciata dell'edificio, accanto alla timida presenza di qualche nuovo motivo architettonico, denuncia linee quattrocentesche, con le finestre bifore del primo piano simili a quelle del Palazzo Pretorio, i marcapiani, e il boezato in pietra e le lesene del piano terreno. Il cortile, le cui colonne e pilastri hanno eleganti capitelli compositi in luogo dell'ordine tuscanico o dorico generalmente usati in lucchesia. Dell'epoca, a motivi ancora gotici, è anche la bella rosta del portone, arricchito da due stupendi battenti con teste di moro. All'interno del palazzo i soffitti erano a cassettoni, alcuni dei quali dipinti; tra questi spicca per ricchezza decorativa il cassettonato di quello che è oggi il salone di ingresso agli uffici della Associazione degli Industriali Lucchesi. Verso la fine del '700 i Bernardini aggiunsero le due ali laterali, che sono distinguibili per le lesene meno allargate, per l'assenza di panche di via, per la diversità della pietra, per le finestre più ravvicinate. Eliminate le bifore del primo piano, tutte le finestre della facciata assunsero le attuali forme cinquecentesche ad arco bugnato. Anche l'interno del palazzo subì varie modifiche, i soffitti cassettonati vennero ricoperti da volte in muratura, al primo piano nel salone delle feste fu decorato con pitture al soffitto tipiche del tempo. Nel 1785, i Bernardini fecero demolire i palazzi antistanti e da allora il palazzo è arricchito dalla piazza antistante. L'edificio è tanto famoso per un particolare situato alla destra del portone, dove la pietra di uno stipite si è incurvata in un modo innaturale per il marmo. La legenda della pietra del diavolo narra che il diavolo convinse la famiglia Bernardini a costruire il palazzo in un punto dove c'era un'immagine della Madonna, molto venerata nella città. L'immagine fu distrutta ed al suo posto sorse l'edificio della famiglia Bernardini, ma nel punto in cui vi era posizionata la Madonna, in corrispondenza della prima finestra del palazzo, la pietra di uno degli stipiti si curvo e rimase così, nonostante i numerosi tentativi di raddrizzarla. Se la pietra è nata così o se sia vera la leggenda del diavolo non si potrà mai sapere, sicuramente però questo rimane uno dei luoghi più misteriosi della città.