12 Palazzo Pfanner

«Il cortile di Palazzo Pfanner pare costruito per ospitare spettacoli, con la sua scalinata da teatro e l'atrio dal soffitto a volta che sfuma in lontananza nella piacevole vista di un fresco giardino verdeggiante». Così annotava, ai primi del Novecento, il saggista e scrittore francese André Suarès (1868-1948) nel corso della sua breve permanenza a Lucca.

Si deve alla famiglia Moriconi, famiglia di mercanti della seta e membri dell'antico patriziato lucchese, l'inizio della costruzione del palazzo, nel 1660. La famiglia Moriconi, a causa di un importante tracollo finanziario, fu costretta a vendere l'immobile nel 1680, acquistato dalla famiglia nobiliare dei Controni, i quali celebrarono le proprie conquiste sociali con l'ampliamento e la ristrutturazione del palazzo. Verso la metà dell''800, più precisamente nel 1846, Felix Pfanner, produttore di birra austriaco, di famiglia bavarese, entrò in contatto con la famiglia Controni e prese in affitto il giardino e le cantine per aprire il suo birrificio. Con i proventi della sua attività, successivamente Felix Pfanner acquisto il palazzo, che prese il nome di palazzo Pfanner, e diventò la sede ufficiale della birreria Pfanner, prima fabbrica di birra del Ducato di Lucca ed anche una delle prime fabbriche di birra in Italia. La birreria chiuse nel 1929.
Hanno contribuito senza ombra di dubbio alla celebrità del palazzo i tre films qui girati: "Arrivano i bersaglieri" di Luigi Magni, "Il marchese del Grillo" di Mario Monicelli e "Ritratto di Signora" di Jane Campion. Il palazzo, ancora oggi, è di proprietà della famiglia Pfanner, che vi abita ed ha provveduto alla valorizzazione dello stesso immobile attraverso la sua apertura al pubblico ed alla organizzazione di eventi.
Nel palazzo Pfanner, inoltre, sono stati ricavati tre graziosi appartamenti, unici per la loro atmosfera particolare, caratterizzata dall'esclusività dell'ambientazione, che vengono dati in locazione settimanale.
Il giardino del palazzo è un esempio pregevole di giardino barocco all'italiana, progettato agli inizi del settecento da Filippo Juvarra. All'interno del giardino vi sono un elegante limonaia e due boschetti di bamboo, che assieme all'imponente scalinata del palazzo, delineano i confini dello stesso giardino, ricco di piante ornamentali, palmizi e pini secolari, oltre che da siepi di bosso e di alloro, tassi, magnolie, cespugli di peonie e di ortensie, antiche piante di camelie, begonie, rose e gerani, e un centinaio di antiche conche di limoni poste ai lati dei due vialetti centrali.
Per eleganza e grazia il giardino è stato scelto da alcuni registi come sceneggiatura dei loro films, tra cui si ricordano le scene girate da Alberto Sordi nel "Il Marchese Grillo".
Dalla metà dell'ottocento al 1929 il giardino ha ospitato la sede della birreria Pfanner, ed, ancora oggi, della storica birreria sono rimaste le ghiacciaie, le vasche e li antichi opifici.