35 Piazza San Michele

Al centro dell'antico foro della città romana si insediò nell'VIII secolo una chiesa intitolata a San Michele, cui furono poi annessi un ospedale e un monastero. È situata su un rialzo di pietra delimitato da colonne marmoree collegate da pesanti catene metalliche ed è fiancheggiata da una cortina di palazzi medioevali; nella piazza è altresì presente una statua in onore di Francesco Burlamacchi.

In piazza San Michele, nel centro storico di Lucca, sorge l'omonima chiesa, di origini antiche, che risalgono ad un periodo antecedente al 795, data della prima documentazione. Posta dove nella Lucca romana incrociava il decumano massimo e il cardo massimo, il foro, centro della vita pubblica della città. Successivamente la piazza è stata lastricata e fu costruito il palazzo Pretorio. La pavimentazione e la rialzata a due scalini più recente, così come la delimitazione delle colonne unite da catene.
Documentata per la prima volta nel 795 con la denominazione ad foro, la chiesa attuale è stata eretta, a partire dal 1070, per volere di papa Alessandro II. I lavori si sono protratti a lungo e il passaggio a epoche successive ha portato alla creazione di un'opera architettonica complessa data la contrapposizione di diversi stili che vanno dal romano al gotico. La pianta della Chiesa di S.Michele è strutturata con pianta a croce latina.
L'interno della Chiesa è formato da tre navate, transetto e abside semicircolare. Tra le opere conservate si segnalano la Madonna col Bambino, in terracotta smaltata, di Luca della Robbia e la tavola raffigurante Quattro Santi di Filippino Lippi. Si apprezza anche l'altorilievo della Vergine opera di Raffaello di Montelupo.
La facciata, opera di Guidetto da Como, ornata con quattro ordini di logge, è caratterizzata dalla grande statua di marmo dell'arcangelo Michele, con ali e lamine metalliche nell'atto di distruggere un drago con un a lancia; statua che spicca tra tutte le figure che decorano gli archetti della facciata. Una leggenda lucchese vuole che nell'anello posto al dito dell'angelo sia incastonato un diamante di enormi dimensioni e che di sera possa essere scorto il suo luccichio posizionandosi in uno specifico punto della piazza. Le decorazioni, quali sculture ed intarsi sono attribuite a Diotisalvi, noto per il Battistero di Pisa, in Piazza dei Miracoli.