14 Piazza Santa Maria Forisportam (o della Colonna Mozza)

Il nome di Chiesa di Santa Maria Forisportam è legato al fatto che rispetto alla cerchia muraria più antica, ovvero quella di epoca romana, questa chiesa risiedeva all'esterno della città, da cui foris portam (fuori porta)

Santa Maria Forisportam, ovvero "fuori porta", deve il suo nome al fatto che in epoca romana fosse sita fuori dalla cinta muraria; nota ai lucchesi come Santa Maria Bianca, per la caratteristica struttura in marmo bianco delle Alpi Apuane. La facciata della chiesa è splendidamente impreziosita, nel tratto inferiore, da un importante simbolismo, che crea un vero e proprio ricamo nella pietra, richiama il modello del duomo di Pisa, pur caratterizzandosi e differenziandosi, da quest'ultimo, per le lesene decorative ed i colonnati di supporto alle arcate della facciata. La chiesa si affaccia nell'omonima piazza, detta anche piazza della Colonna, per la presenza della "colonna mozza", una colonna romanica in granito, che segna il punto di arrivo dei cavalieri partecipanti al palio cittadino in epoca medievale.

All'interno della chiesa sono presenti due opere del Guercino: "L'Assunta con i santi" e "Santa Lucia", entrambe le tele realizzate nella metà del milleseicento, furono commissionate dall'allora abate, Giovanni Alfonso Puccinelli. La chiesa è arricchita inoltre dall'altare principale realizzato da Matteo Civitali e dal sarcofago romano, del V secolo, divenuto fonte battesimale. Interessante la linea oraria, presente sul pavimento davanti all'altare; una linea obliqua che quando veniva illuminata dalla luce del sole, proveniente dal foro di illuminazione, posto in alto a destra dell'altare, indicava che era mezzogiorno nella città di Lucca. Una targa indica che Lucca fosse 7 minuti e 55 secondi indietro rispetto all'ora solare di Roma.Oggi, dopo i terremoti e sommovimenti dell'edificio, la linea della meridiana risulta spostata di parecchi centimetri rispetto alla linea tracciata sul pavimento. Si evidenzia anche la presenza della Cappella della Sibilla, dove è ubicata la tomba di Chiara Matraini, la "Sibilla lucchese", una delle poche poetesse italiane del rinascimento. La tomba era inizialmente ornata da un quadro "Augusto e la Sibilla cumana" che rappresenta la sibilla con le sue stesse fattezze, dipinto iniziato dal pittore Alessandro Ardenti e finito, dopo la morte di quest'ultimo, da Francesco Cellini; oggi il dipinto è custodito nel Museo Nazionale di Villa Guinigi.